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giovedì 24 luglio 2014

4 - Quando la neuroscienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo vuole parlare di OGM in agricoltura al Ministro Martina ……. risposta 4 di 16


Gent. Neuroscienziata Elena Cattaneo,
ribadisco, che molto probabilmente Lei non ha mai visto un campo coltivato, o, quantomeno, non ne conosce le problematiche, Le consiglierei di non farsi strumentalizzare su problematiche di carattere agricolo e di continuare a fare il suo lavoro, mi creda, sarebbe un bene per tutti. Il campo coltivato, purtroppo, non è un laboratorio di chimica, ma è qualcosa di molto più complesso, dove le interazioni tra esseri viventi sono infinite. Nell'affrontare la problematica relativa agli OGM in agricoltura, occorre poi un approccio olistico, senza dimenticare le interconnessioni che possono esserci tra biodiversità, tutela del territorio, economia, politica, etica, ecc.

DOMANDA N. 4 - Qual è il vero “delitto” che intendete introdurre col Dl 91/2014 dal momento che non ci sono prove di danni all'ambiente e che quello stesso mais è autorizzato anche per il consumo umano ed il decreto non vieta in alcun modo le importazioni di mais Ogm estero? E soprattutto è un “delitto” proporzionale ad altre infrazioni di lesa maestà?


RISPOSTA ALLA DOMANDA N. 4 di 16

Gent. Neuroscienziata Elena Cattaneo, sinceramente non ho risposte alla sua domanda n. 4, mi trova impreparato. Poi, quando ci sono di mezzo degli avvocati, mi tiro indietro, poiché non ci prendo mai. Però Le posso dare alcune mie opinioni in merito al “delitto” che sarebbe stato perpetrato. Un delitto contro le future generazioni, che ancora non esistono, che non possono fare manifestazioni di piazza, ma che ci chiedono un comportamento responsabile in merito alla tutela dell’ambiente e della biodiversità.  Se pensiamo alle future generazioni, la domanda che ci possiamo porre è la seguente: è lecito introdurre una innovazione tecnologica della quale la Società al momento attuale non ne sente il bisogno (stiamo pagando gli agricoltori per non coltivare la terra, abbiamo quote di produzione su gran parte delle produzioni agricole, a volte distruggiamo o immagazziniamo le produzioni in eccesso per non far crollare il prezzo di mercato, ecc.), senza aver compreso completamente le ripercussioni che potrebbero esserci a livello ambientale? Le riporto a questo proposito le affermazioni della Società Italiana di Ecologia in merito agli OGM:

Scienza e ambiente 2002 – Società Italiana di Ecologia


- Biotecnologie: secondo taluni non si dovrebbero porre limitazioni alla ricerca biotecnologica che ha un ruolo fondamentale per alleviare i problemi dell'umanità.
Sotto il termine "biotecnologie" vengono in realtà indicati settori scientifici e tecnologici diversi: dallo sviluppo di nuovi farmaci (a volte, ma non sempre, basati sull'utilizzo dell'ingegneria genetica), alla clonazione di organi e organismi, all'introduzione di organismi geneticamente modificati per scopo agricolo o zootecnico. Ognuna di queste tecnologie pone problemi diversi dal punto di vista scientifico, etico e sociale e non si può quindi parlarne in maniera generica. Per quanto riguarda l'aspetto di maggiore impatto sull'ambiente, ovvero l'introduzione di organismi geneticamente modificati (OGM), vogliamo osservare che, se è vero che gli effetti sulla salute umana dell'ingestione di cibo proveniente da OGM sono stati grandemente esagerati da alcuni movimenti ambientalisti, è anche vero che alcuni scienziati hanno grandemente esagerato i benefici che possono derivare dall'utilizzo degli OGM per combattere la fame nel mondo e ne hanno minimizzato i pericoli per il mantenimento dell'ambiente naturale di cui l'uomo è parte. Va infatti ricordato che attualmente il 70% dell'area coltivata ad OGM è destinata a specie modificate per resistere all'azione degli erbicidi. L'aumento di produzione agricola dovuto a questi OGM è minimo, se non inesistente, l'unico cosiddetto "vantaggio" essendo la possibilità di utilizzare indiscriminatamente grandi quantità di erbicida senza danneggiare la specie coltivata. Ma gli OGM possono anche costituire un pericolo per il funzionamento degli ecosistemi, poichè la loro introduzione è del tutto analoga al rilascio di specie esotiche, una pratica che ha portato nel recente e lontano passato a qualche beneficio, ma anche a molti danni, di natura sia biologica che economica. L'introduzione di OGM ha già contribuito in alcuni casi al declino di specie e razze naturali e, se effettuata su larga scala, può contribuire a una drastica diminuzione della biodiversità dei nostri ecosistemi. Vogliamo ricordare con forza che a medio e lungo termine la salute dei nostri figli e dei nostri nipoti dipende dal mantenimento del funzionamento degli attuali sistemi naturali che forniscono gratuitamente non solo cibo, legname, fibre tessili, medicinali, ma anche servizi fondamentali per la nostra sopravvivenza quali la purificazione naturale di aria e acqua, il riciclo dei sali nutritivi, la stabilità dei versanti montagnosi, la protezione delle coste dall'erosione.”

In particolare, in questa affrettata avventura degli OGM, occorre evitare che essa sia spinta solo ed esclusivamente da interessi privati, con il pericolo che, ancora una volta, si venga a determinare una situazione di privatizzazione dei guadagni e di collettivizzazione dei costi.   

           Cara Neuroscienziata Elena Cattaneo, come vede non è tutto così semplice. E’ vero che importiamo una buona parte dei mangimi che utilizziamo, non tutti come Lei ha voluto far credere, ma è anche vero che saremmo in grado di produrceli, ma ci sono altre motivazioni che ci impediscono di farlo.